Storia della Contrada

Colori:
Giallo e Viola

Araldica:
Inquartato in campo giallo; nel 1° e 4° un lambello viola a tre pendenti, nel 2° e 3° allungato di viola di tre pezzi e due mezzi in palo.

Simboleggia:
Il lambello è la più nobile brisura.

Vittorie:
2 (1985 – 1990) Santo patrono: SS.Madonna di Lourdes

Contrada rivale:
Borgonovo.

Deve le sue origini al territorio in cui vi è sorta. Anticamente il suo nome era Vallebuia e si divideva in “Vallebuia di sotto” e “Vallebuia di sopra”. Si narra che la prima bottega di Fucecchio era sita nel suddetto territorio. Da qui il nome “La Bottega di Vallebuia’’ fino ad arrivare ad oggi, “Le Botteghe’’. I lambelli nello stemma rappresentano i ponti, che si trovano attualmente nel territorio.

Nel 1981 fu istituito il Palio di Fucecchio dal gruppo Donatori di Sangue (FRATRES), per festeggiare la loro associazione, suddividendo il Comune in 16 rioni. Nacque così la Contrada Le Botteghe. La leggenda narra che, per l’assegnazione dei colori, venne incaricato un rappresentante a cui fu imposto di scegliere i colori rosso e bianco, poiché erano già i colori della squadra di calcio delle Botteghe. I racconti dicono che l’incaricato fosse un grande tifoso della Fiorentina, che alla vista del colore viola lo scelse senza pensare agli ordini che gli erano stati dati. Il caso vuole adesso, che i colori bianco e rosso siano proprio quelli della contrada rivale. Le Botteghe si estendeva originariamente a sud da via di Montellori, a ovest dal Rio a nord con i confini attuali del comune di Fucecchio e ad est via della “Volpaia”. Attualmente il territorio si estende fino al centro della rotatoria, dove si trova il “palone”.

La nascita della Contrada è dovuta ad un gruppo di volontari che hanno unito le forze, la voglia e le idee dando così via al tutto.
Pietra miliare, che durante gli anni ha portato avanti lo sviluppo della vita di Contrada, è stato Edo Cioni; figura di enorme spessore dentro e fuori i confini sia della Contrada che del Comune di Fucecchio, riassume nella sua persona la pura essenza del Palio. Oltre a ricordarlo come faro della Contrada, è l’artefice delle due vittorie riportate sul campo. Inizialmente la Contrada non aveva una vera e propria sede, i consiglieri si ritrovavano in una stanza messa a disposizione da Edo Cioni; i vestiti della sfilata erano suddivisi nelle varie abitazioni dei consiglieri stessi. Agli inizi del 1990 si sono avuti i primi locali adibiti ad una sede fisica, siti sopra l’odierno Bar Vada. Dieci anni dopo, i locali della Contrada vennero trasferiti in via Vallebuia dove sono rimasti per circa 3 anni, per poi trasferirsi ancora in via Pacinotti.
Attualmente la Contrada è tornata al centro del paese in via Pistoiese, nei locali dell’ex scuola. Inizialmente, nel 1981, non vi erano delle cariche vere e proprie, veniva solamente nominato un Presidente. A partire dall’anno seguente si ha un vero e proprio organigramma con cariche ben definite, non votate ma nominate. Nel 1997, in una storica riunione del consiglio venne presa la decisione di introdurre una nuova carica: il Capitano, figura che da quel giorno fino ad oggi si dedica a tutto ciò che riguarda esclusivamente la corsa del Palio, affiancato da un gruppo cavallo. Un altro grande cambiamento avvenne nel 2002 quando si ebbe il primo consiglio votato dal popolo. Al giorno d’oggi il consiglio è composto da un Presidente a capo di un seggio, organo direttivo della Contrada, dalle sue commissioni e un Capitano che sceglie il suo gruppo stalla, che entra a far parte del consiglio senza diritto di voto.
L’aggregazione della Contrada si concretizza nel 1989 con la nascita del Gruppo Musici; negli anni si è ampliato con l’aggiunta delle chiarine e degli sbandieratori. Santo Patrono è la SS. Madonna di Lourdes, festeggiata l’ultima infra-ottava di Ottobre in ricordo della posa della prima pietra della grotta a lei dedicata avvenuta nel 2006. Nel 2007 ci furono i primi battesimi celebrati da, allora Presidente, Juri Scarselli. Negli anni successivi è stato scelto di battezzare 11 persone ogni anno in omaggio al giorno dell’apparizione della Madonna a Bernadette, 11 febbraio 1858. Rito pagano che si apre con l’omaggio ai contradaioli defunti e si conclude con la cerimonia, in cui la massima autorità della Contrada, il Presidente, battezza "contradaiolo a vita", bagnando loro le mani con l'acqua della “fonte” di Contrada e recitando la formula solenne.
Nel 2001 viene a mancare Edo Cioni, Capitano vittorioso degli unici due pali conquistati fino ad oggi. La prima vittoria risale al 1985, con il cavallo Zar e il fantino Vittorio Ceciarelli, ai danni della contrada Borgonovo retrocessa al secondo posto per le scorrettezze del loro fantino. Da allora è iniziata un’acerrima rivalità, l’unica nata in “buca”, viva tutt’oggi. L’altra vittoria risale al 1990, con il cavallo Pomponia e il fantino Dario Colagè detto “Il Bufera”. Purtroppo non sono state sempre gioie ci sono state anche molte delusioni, in modo particolare negli anni 1988 e 2011 quando il Palio ormai sembrava vinto, ma sfortunatamente perso sul palo.