<%
Response.Write ("Oggi è il: " &Date())
Response.Write ("<%br>%")
Response.Write ("Sono le ore: " &Time())
%>
Il
corteo è bellissimo, imponente, solenne, importante. Ma il
suo significato lo capisci se ci sei dentro in qualche modo.
Sentire la scossa che trasmette un arrivo al foto-finish è
facile, il brivido dei colori, il fruscio della seta ed il
suono del tamburo sono un’altra cosa.
E’ retorica dire che c’è il peso dei secoli sopra ad una
montura? Forse, ma è anche l’unico modo per spiegare quel
senso di fierezza che ti entra addosso insieme alla
calzamaglia, alle vesti, al cuoio ed ai velluti. La comparsa
è la contrada, è la sintesi delle speranze, l’orgoglio di
mostrarsi e raccontare la storia con i propri gesti, è il
passo lento, un movimento della bandiera, la fierezza negli
occhi, lo sguardo avanti.
Per questo “vestirsi e sfilare” è un insieme di cose che
coinvolge tutti, anche quei contradaioli che la montura non
la indossano mai, ma la lavorano tutto l’anno perché ogni
volta sia tutto a posto, perfetto, splendente.
Il Corteo è
uno spettacolo difficile da realizzare ed infatti è stato
per anni un continuo adattamento ai tempi ed alle
fortune.
Le fotografie ed i testi raccontano della contrada e dei suoi
colori, dei ragazzi di una volta e di quelli di oggi, di
artigiani, sarte per professione o semplicemente per amore
di contrada. Attraverso le immagini parla della gente del
rione, che non abita più nella porta accanto ma si ritrova
lo stesso grazie allo spirito di chi sa stare insieme perché
ha dentro una passione da confidare volentieri. Ma solo a
chi ti può comprendere.
Un libro che sa un po’ di medicina miracolosa, momenti di
colore e di gioia liofilizzati in uno scaffale da tirare
fuori e far rivivere in qualunque momento, in qualsiasi
posto. Come l’immagine di una sbandierata, del tamburo che
suona, di una corsa senza respiro, le braccia al cielo di un
ragazzo in calzamaglia, lacrime e canzoni. Gesti assai
strani nel terzo millennio, fuori luogo ovunque ma non qui.