
La contrada
Le Botteghe sottoscrive l’intervento riportato in calce, che
raccoglie e trasmette il vero spirito di un contradaiolo. Si
tratta di alcune considerazioni sul modo di “essere
contradaiolo”, che riflettono in pieno il nostro modo di
concepire il Palio e lo spirito di contrada.
E a
questo aggiungiamo il motto del nostro grande Edo Cioni, che
amava dire: “Nemici per un giorno, ma amici tutto l’anno”,
in nome del buon proseguimento del Palio, nel rispetto di
tutte le contrade e di tutti coloro che ne fanno parte,
affinché tale manifestazione continuasse a crescere in un
clima di collaborazione, di entusiasmo e di stima reciproca
per affermare il successo di Fucecchio intero nel
valorizzare le proprie radici storiche e le proprie
tradizioni.
“Essere
contradaiolo è una cosa seria, molto seria, impegnativa e
bellissima. Ma lo si deve essere tutto l'anno, in tutte
le circostanze; non come quei 'quattrogiornisti' che di
contrada e di educazione contradaiola non sanno nulla ma si
presentano a ridosso delle manifestazioni per poter
indossare un bel vestito da sfoggiare nelle sfilate! Tutti
allora proclamano l'appartenenza a qualche contrada, ma non
è così che funziona o almeno che dovrebbe funzionare.”Abbiamo
riassunto così lo sfogo di alcuni contradaioli ‘veraci’
appartenenti a diverse rievocazioni del territorio.“Quello
che ci anima -
proseguono
- è un atteggiamento di amore vero verso le nostre
tradizioni, di maggiore equilibrio nei confronti di
queste manifestazioni, con l'orgoglio di appartenere ad una
città e ad una sua contrada. Perché essere contradaioli è
una ricchezza che non tutte le comunità hanno la possibilità
e la fortuna di vivere. La contrada, durante tutto il corso
dell'anno, è una famiglia allargata, è vita vera,
collaborazione, aiuto reciproco che poi diventa un gioco
meraviglioso in alcuni periodi dell'anno dove tutti
concorrono ad organizzare la grande festa. Occorre sentire
l'importanza di appartenere a un territorio, l'orgoglio di
far parte di un popolo, di una tradizione, di una cultura. E
per questo il contradaiolo è tale tutto l'anno.
Se
non prevarrà questa filosofia di vita, le nostre
rievocazioni sono destinate a scomparire, o peggio a
diventare mere iniziative ad uso e consumo dei turisti che
però, a lungo andare si accorgerebbero della ‘finzione’ e
non ne sarebbero più attratti.” Le nostre rievocazioni, è
vero, hanno tutte salde radici storiche e le
loro riproposizioni sono tutte belle, solenni, coreografiche
e di grande suggestione, rivivendo proprio grazie
all'abnegazione dei contradaioli che durante tutto il
corso dell'anno offrono la loro opera, in maniera
assolutamente disinteressata perché anche le nuove
generazioni conoscano e possano partecipare al rinnovarsi
dei solenni rituali. Essere contradaiolo spesso significa
stare dietro le quinte per occuparsi di tutte quelle
piccole, ma necessarie, incombenze che rendono possibile la
realizzazione della rievocazione in maniera puntuale, con
partecipazione emotiva e grande rigore storico. Un rigore
non effimero, costruito artificiosamente o solo di facciata,
ma che deriva dal sentirsi erede di un luminoso passato che
affonda le sue radici in tradizioni che abbiamo l'orgoglio
di riaffermare e che sentiamo essere parte del nostro essere
cittadini del terzo millennio.
Solo
se prevarrà il vero ‘spirito contradaiolo’ queste
manifestazioni potranno crescere ed imporsi come simbolo di
una comunità.
Altrimenti sono destinate a vedere scemare l'interesse, per
primi nei cittadini che non vi troveranno più motivi
profondi di appartenenza ad una contrada.
Firmato "un Contradaiolo"